Sarà banale ma il titolo di questo post non poteva non contenere quelle due emblematiche parole che ormai hanno reso famoso questo fantastico paese. Per coloro che hanno avuto modo di sentir parlare solo superficialmente del Costa Rica Pura Vida può sembrare soltanto un semplice slogan, ma i fortunati che hanno visitato questa verde striscia di terra incastrata tra due oceani sanno che non è così e hanno potuto capire quanto questa semplice espressione riassuma alla perfezione lo stile di vita di questo popolo. I ticos (cosi sono chiamati i costaricensi) sono orgogliosi di dirti Pura Vida! per salutarti o per dirti grazie o magari per augurarti buona fortuna, tanto che può capitare di sentirselo dire venti volte al giorno, ma ogni volta con autentica sincerità e un grande sorriso e devo dire che non ci si stanca mai di ascoltarlo.

Playa Samara

Il Costa Rica è un paese piccolo, piuttosto benestante e molto sicuro, soprattutto se comparato con i suoi vicini; è un paese con una natura incredibile e con un popolo mite e accogliente. E’ uno dei pochi stati al mondo senza esercito dato che nel 1948 il presidente Pepe Figueres, dopo una sanguinosa guerra civile, decise che sarebbe stato più conveniente destinare le risorse alla creazione di parchi naturali piuttosto che alle forze armate. E’ un paese perfetto per chi cerca il contatto con la natura – considerando la sua piccola superficie è uno dei stati con maggior biodiversità di flora e fauna al mondo – per gli amanti di sport e avventura – nell’arco di una giornata si può surfare in due oceani diversi, fare hiking in innumerevoli parchi e su vulcani attivi, fare rafting o lanciarsi con la zipline più lunga del mondo – ma adatto anche per chi preferisce semplicemente rilassarsi sotto un palma in riva al mare con un mojito in mano. Per questo eterogeneo mix di fattori il Costa Rica è uno stato unico e al mondo e chiunque scelga di visitarlo non ne rimarrà deluso.

 

Itinerario

In Costa Rica ci sono un’infinità di attività da fare, parchi da vedere e spiagge da visitare. C’è semplicemente l’imbarazzo della scelta e fare un itinerario non è stato facile. Per una questione di tempo (2 settimane) e di periodo dell’anno (ottobre) abbiamo deciso di visitare le zone di montagna del Vulcano Arenal e di Monteverde per poi spostarci verso la costa nella penisola di Nicoya e terminare il nostro itinerario visitando il parco di Manuel Antonio. Questo tipo di percorso racchiude un pò di tutto e offre un buon mix tra mare, montagna, avventura e relax.

Per muoverci abbiamo deciso di affittare un 4×4 (il piccolo grande Jimny) e devo dire che è stata senza ombra di dubbio la scelta giusta. A seconda delle zone che si vuole visitare capita di fare lunghi tratti su strade sterrate e spesso occorre arrampicarsi su impervie salite. Avere una mezzo con quattro ruote motrici permette di viaggiare molto più agevolmente e raggiungere posti che altrimenti sarebbe complicato visitare.

Il nostro Suzuki Jimny

Anche le strade asfaltate non sono delle migliori, specialmente nella stagione delle piogge, e viaggiare da una località all’altra porta via molto tempo e richiede una grande attenzione alla guida per evitate le enormi buche e i rami degli alberi che spesso cadono sulla carreggiata. Pur essendo uno stato così piccolo, dunque, gli spostamenti non sono sempre agevoli e per i motivi appena elencati non è troppo consigliabile viaggiare con il buio. Tenete in mente questo nella pianificazione dell’itinerario.

 

Vulcano Arenal

Vista del Vulcano Arenal

Situato a circa 150 km dalla capitale San Jose l’Arenal è il più famoso e spettacolare vulcano del paese. Attivo fino a pochi anni fa è stato protagonista di due importanti eruzioni – una nel 1968 e una nel 1992 – che hanno lasciato imponenti colate laviche che oggi è possibile visitare a piedi pagando l’ingresso nel parco naturale (15$). La zona intorno alle sue pendici è ricchissima di vegetazione ed è possibile vedere numerosi specie animali: scimmie, serpenti, piccoli mammiferi e numerosi specie di uccelli. I sentieri sono indicati e non impegnativi da percorrere.

Sentiero sulla colata lavica

Nei dintorni del parco ci sono molte sorgenti termali e questo ha portato alla nascita di un’infinità di hotel e resort con moderne Spa e centri benessere. Per chi, come noi, non è amante di questi tipo di turismo ma non vuole rinunciare ad un bel bagno nelle calde acque che sgorgano dalle pendici dell’Arenal c’è la possibilità di recarsi alle free natural hot springs (vedi mappa sopra).

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Free Hos Springs dietro al resort Tabacon

Si può lasciare la macchina nel parcheggio davanti al Resort Tabacon (pagando qualche colones al guardiano perchè la tenga d’occhio) e facendo pochi passi nel bosco ci si ritrova in un ruscello di acqua calda immerso nel fitto della vegetazione. Si può scegliere la propria pozzetta e rilassarsi circondati da una natura lussureggiante. Se siete (s)fortunati come siamo stati noi e vi capita di andare mentre sta piovendo sarà ancora più suggestivo perchè non troverete quasi nessuno e avrete il contrasto tra l’acqua fresca che cade dal cielo e quella calda del fiume.
Se il bagno nel fiume non vi basta potete decidere di andare a nuotare sotto una cascata di 75m, la Fortuna Waterfall. Anche in questo caso c’è da pagare un biglietto di 14$ per entrare e poi occorre percorrere la scalinata che in circa quindici minuti conduce alla base della cascata.

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Cascata La Fortuna

La soluzione più comoda per visitare la zona dell’Arenal è soggiornare a La Fortuna, un piccolo villaggio a pochi km dal vulcano.
Noi abbiamo soggiornato ad Allamanda Rooms, una piccola guest house a conduzione familiare di sole 3 camere  e ci siamo trovati molto bene. Le stanze sono essenziali ma confortevoli e pulite e i proprietari gentili e disponibili. Il prezzo è ottimo, circa 30 euro a notte, e per un piccolo extra è possibile richiedere la colazione tipica – Gallo Pinto, uova, caffè e frutta – preparata direttamente dalla anziana madre della proprietaria.
Abbiamo bevuto insieme caffè e conversato sulla situazione del Costa Rica e su quella dei nostri paesi di origine e ci hanno dato consigli su cosa vedere e dove andare a mangiare. E’ stato indubbiamente uno dei momenti di condivisione e di contatto con la popolazione locali più interessanti del viaggio.

 

Monteverde

Ponte sospeso nel Bosque Nuboso di Monteverde

La zona di Monteverde è una tappa fondamentale sia per gli amanti della natura, vista la sua importanza paesaggistica, sia per gli amanti dell’avventura che possono trovare decine di attività da intraprendere.
Distante in linea d’aria circa 30 km da La Fortuna sembra facilmente raggiungibile, ma così non è. Per arrivare a Sant’Elena – il principale centro abitato della zona – occorre intraprendere un viaggio di almeno 3 ore e mezzo percorrendo tutto il perimetro della laguna dell’Arenal e viaggiando per almeno un terzo del tragitto su stradine sterrate, impervie e piene di buche. Questo perchè i conservazionisti della zona, con l’intento di preservare intatto il paesaggio e per scongiurare un invasione di turisti, si sono opposi al progetto del governo di costruire nuove strade asfaltate. Per arrivare a Monteverde, dunque, è fondamentale avere un mezzo 4×4 altrimenti il viaggio può essere molto difficile e anche pericoloso.

Vista del Bosque Nuboso di Monteverde dal Mirador Ventana

Il Bosque Nuboso di Monteverde è il principale punto di interesse della zona. La sua caratteristica nebbia si deve al fatto che si trova situato in un punto nel quale le correnti atlantiche e pacifiche collidono e il contrasto di temperatura tra i venti caldi e le correnti fredde permette la formazione di un particolare microclima che rende questo bosco un ecosistema unico al mondo per la varietà di specie animali e vegetali che ospita: la zona di Monteverde ospita oltre 3000 specie vegetali – circa un terzo della flora del Costa Rica – ed è ritenuta la zona con la maggior diversità di orchidee della terra. In questi boschi vivono inoltre centinaia di specie di insetti, uccelli e piccoli mammiferi e non è assolutamente difficile farne l’incontro durante il cammino.
La riserva venne creata nel 1972 dallo scienziato George Powell con l’aiuto di Wilford Guindon e oggi si estende su una superficie di oltre 10000 ettari. L’ingresso al parco costa 20$ e permette di esplorare i 13 km di sentieri che fanno parte della riserva. Nel parco naturale ci sono vari punti di osservazione, lo splendido Mirador Ventana dal quale ci si può rendere conto della forza dei venti alisei e un ponte sospeso che permette di camminare in mezzo agli alberi.

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Mappa dei sentieri del parco

I sentieri sono tutti facilmente percorribili – alcuni di essi sono anche lastricati – e quindi ci si può muovere all’interno della riserva senza troppo sforzo e senza la necessità di un abbigliamento tecnico. L’unico must è una giacca impermeabile perchè la temperatura annuale media è di circa 18° e le precipitazioni sono frequenti.
Camminare nella riserva è veramente un’esperienza piacevole perchè si è letteralmente avvolti da una spettacolare vegetazione di un verde tanto intenso che non sembra reale, si viene rapiti dai rumori degli animali che si muovono tra i rami e dagli odori del sottobosco e si può sentire sulla propria pelle il respiro umido della foresta.

Come dicevo prima Monteverde non è solo natura ma anche adrenalina: in ogni ostello o guesthouse della zona si possono trovare i volantini delle numerose agenzie che organizzano le più svariate attività: zip line, tour con i quad, bungee jumping etc. Noi, seguendo i suggerimenti delle varie guide e su consiglio anche dei nostri host, abbiamo deciso di fare il il canopy tour con Extremo Park, probabilmente la più grande compagnia della zona e quella che a detta di tutti ha il percorso migliore e con i cavi più lunghi. Il tour costa 50$ a persona e comprende il trasporto da e per l’albergo. Dura circa un paio di ore ed è un’esperienza divertente e accessibile a tutti.

A Sant’Elena abbiamo alloggiato al Manakin Lodge e anche in questo caso ci siamo trovati molto bene. La struttura si trova sulla strada a 5 min dal centro del paese ed è gestita da due giovani fratelli ticos che si sono dimostrati molto accoglienti e disponibili. Il prezzo di 23 euro a notte con colazione inclusa è ottimo e la vista eccezionale dato che il nostro balcone si affacciava direttamente sulla foresta.

Vista della foresta dalla finestra della nostra camera

 

Penisola di Nicoya

Lasciate le montagne ci siamo diretti verso la penisola di Nicoya, sulla costa del pacifico. La scelta di visitare solo questa costa è stata dettata da una questione di tempo e dal fatto che andando nella stagione delle piogge, questa regione riceve meno temporali rispetto al caribe.
Dopo aver abbandonato le tortuose stradine di montagna della zona di Monteverde ci siamo ritrovati in moderne strade asfaltate che in circa 3 ore e mezzo e senza troppi problemi, ci hanno permesso di arrivare a Tamarindo, la località che avevamo scelto come “base” per esplorare le spiagge della zona.
Tamarindo è la principale cittadina della provincia di Guanacaste che si è trasformata in un’importante località surfistica da quando negli anni 70 fu scoperta da surfisti americani che se ne innamorarono e decisero di insediarcisi, rendendo quello che prima era un piccolo borgo di pescatori una delle principali destinazioni turistiche del Costa Rica. Oggi è una località di stampo piuttosto occidentale con grandi e lussuosi hotel, ristoranti di tutti i tipi, negozi e scuole di surf. Non a caso è soprannominata Tamagringo. Questo però non deve essere un deterrente perchè è il “prezzo da pagare” per poter godere della bellezza delle spiagge della zona, specialmente se le visitate in bassa stagione quando sono quasi deserte. Playa Avellana, Playa Negra, Playa Grande, sono tra le più belle e sono tutte raggiungibili in poco tempo da Tamarindo.

Playa Avellana

La stessa Playa Tamarindo merita una visita, specialmente se come noi, volete fare surf. Qui si può noleggiare una tavola per 20$ al giorno e divertirsi a surfare nelle calde acque del Costa Rica. La mattina è consigliato per i principianti quando la marea è bassa e le onde sono piccole e perfette per imparare. Da mezzogiorno in poi la marea inizia a salire e di conseguenza anche le onde diventano più grandi e potenti e il mare si riempie di surfisti più esperti.

Dopo aver surfato il massimo è concedersi un bel cocktail sulla spiaggia aspettando uno spettacolare tramonto come questo.

Tramonto su Playa Tamarindo

I prezzi in Costa Rica non sono economici e Tamarindo non fa eccezione. Per mangiare in un ristorante si spende quasi quanto in Europa, quindi se si vuol risparmiare conviene scegliere di alloggiare in un appartamento e cucinare a casa. Noi abbiamo alloggiato alla Casa Smilin’ Dog un appartamentino che si trovava a pochi metri dalla spiaggia ed era gestito da una coppia inglese sulla settantina. L’appartamento era composto da una stanza da letto con bagno e da un grande patio esterno con cucina che si affacciava su di un giardino popolato da una gran varietà di animali che andava dai granchi ai procioni.
Dopo aver lasciato Tamarindo abbiamo continuato il nostro viaggio nella penisola di Nicoya proseguendo verso sud alla volta di Samara. Il tragitto non è stato dei più agevoli un pò per la qualità delle strade, un pò per la pioggia insistente che rendeva scarsa la visibilità e faceva cadere numerosi alberi in mezzo alla strada dato che il terreno si ammorbidiva per la copiosa quantità di acqua e franava verso la carreggiata.
Samara è la principale località della zona ma è poco più di un villaggio che si affaccia su una spiaggia bellissima. A Samara abbiamo fatto surf, mangiato un ottima aragosta sulla spiaggia, noleggiato un kayak per andare alla vicina Isla Chora, esplorato le vicine e bellissime Playa Carrillo e Playa Garza e ci siamo concessi un pò di relax sulla spiaggia. Così piccola ma con così tanto da fare…non saremmo mai voluti venir via.

 

Manuel Antonio

Dopo aver lasciato a malincuore Samara ci siamo rimessi in marcia per l’ultima tappa del nostro viaggio, il Parco naturale di Manuel Antonio.
Il parco è il più famoso e facilmente accessibile del paese pur essendo il più piccolo come estensione. Non è difficile incontrare animali e proprio per questo è uno dei più frequentati sia da turisti che dai ticos e anche quando siamo stati noi, pur non essendo alta stagione, c’era parecchia gente.
Si può visitare il parco da soli o contrattando (nel vero senso della parola) una guida che ti può accompagnare con un grande teleobiettivo, molto utile per scorgere gli animali a distanza.
Percorrendo i sentieri siamo riusciti a vedere scimmie cappuccino, scimmie urlatrici, bradipi, iguane, cavallette giganti e bellissime farfalle. Finito il tempo contrattato, la guida ci ha lasciato in prossimità di quella che probabilmente è la più bella spiaggia che abbiamo visto, Playa Manuel Antonio. Solo la visita alla spiaggia e alle calette intorno meritava il prezzo del biglietto.

Playa Manuel Antonio

Il giorno seguente siamo ripartiti per San José dove ci aspettava il nostro volo. Abbiamo visitato brevemente la città ma sinceramente non è il massimo che il Costa Rica può offrire.

Tips

  • Per prendere ispirazione oltre alle varie guide e ricerche online abbiamo trovato molto utile il blog Two weeks in Costa Rica.
  • Se volete acquistare un assicurazione per la macchina e risparmiare, compratela online e non fatevi convincere dagli impiegati della compagnia a sottoscriverne una al momento del noleggio. Tutti proveranno a convincervi che la vostra polizza non è valida per vendervi una copertura assicurativa più cara. Questo vale in generale, non solo per il Costa Rica.
  • Potete risparmiare anche i soldi del Gps comprando una semplice Sim di un operatore locale con del traffico dati. Utilizzando la app di google maps come navigatore non è difficile orientarsi nella maggior parte dei casi e la rete ha una copertura ampia.
  • Per mangiare bene e risparmiare andate nelle varie Sodas che troverete lungo la strada. Si tratti di piccoli ristoranti locali dove si mangia cibo tipico a prezzi contenuti.

    Il Gallo Pinto, il piatto più tipico della cucina costaricense
  • I dollari sono accettati ovunque in Costa Rica e sono spesso preferiti ai locali Colones quindi se si hanno dollari non è necessario cambiarli in aeroporto.
  • Per quanto riguarda gli spostamenti in auto occorre tenere in conto che non ci sono moltissime stazioni di servizio quindi è bene controllare il livello del serbatoio tra una tappa e l’altra.
  • Se si viaggia nella stagione delle piogge una buona scorta di repellente anti zanzare sarà molto utile.
  • Scegliete piccole guesthouse a conduzione familiare per i vostri pernottamenti. In questo modo conterrete la vostra spesa, aiuterete l’economia locale e avrete modo di vivere un’esperienza più autentica conoscendo gli abitanti del posto e potendo contare sui consigli del vostro host per quanto riguarda attrazioni da visitare o ristoranti dove andare a mangiare.
  • Attenti ai vari parcheggiatori abusivi che vi fermeranno all’arrivo a Manuel Antonio

 

 

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