Esotica, accogliente, calda e sorridente, la Thailandia è stata una meta che ho sognato per molto tempo prima di riuscire a raggiungerla e a godere delle sue bellezze, dei suoi sapori e delle sua gente. Proprio per questo motivo quando finalmente sono riuscito ad organizzarmi e ad andare ho deciso di prendermi tutto il tempo possibile per godere a pieno di questo fantastico paese e ho cercato di esplorare il più possibile la diversità di paesaggi che è in grado di offrire. La Thailandia non è infatti solo acqua turchina e spiagge dorate ma ha una incredibile ricchezza culturale, templi, stupendi paesaggi montani e zone rurali dove ancora si portano avanti antiche tradizioni.

Buddha statues in Wat Pho temple
Buddha statues in Wat Pho temple, Bagkok

Il Laos invece è una piccola gemma adagiata al centro della penisola indocinese non ancora travolta dal turismo di massa e conserva ancora il fascino di un paese autentico che vive in una maniera tranquilla e rilassata, un paese nel quale il buddismo gioca ancora un ruolo predominante e nel quale la vita scorre con ritmi ai quali non siamo più abituati.

Slowboat in Pak Beng - Laos
Slowboat in Pak Beng – Laos

Ho viaggiato da solo, senza fretta, spostandomi quasi sempre via terra e cercando di vivere esperienze il quanto più possibile autentiche. Ho dormito in ostelli e piccole guest house, mangiato quasi sempre per strada o in piccoli ristoranti a condizione familiare. Non ho mai avuto nessun tipo di problema, né vissuto nessuna situazione di pericolo, la gente del posto mi ha sempre accolto in maniera ottima e mi sono sempre sentito al sicuro. Ho speso pochissimo e ho conosciuto tanti viaggiatori che come me, zaino in spalla, erano alla scoperta del paese. Il sud est asiatico infatti è una delle mete più gettonate dai backpackers proprio per la sua bellezza, sicurezza ed economicità.

Sono stati 40 giorni intensi nei quali ho potuto conoscere due paesi fantastici, ho avuto modo di fare esperienze uniche a contatto con la natura e con la cultura del posto e ho potuto viaggiare con un ritmo rilassato.

 

Itinerario

Non è stato facile decidere un itinerario che comprendesse tutto quello che avrei voluto vedere ma ho cercato di creare un percorso di massima che includesse il meglio di entrambi i paesi.

Partendo da Bangkok, meta quasi obbligata per ogni viaggio nel sud est asiatico, ho deciso di dirigermi subito verso nord per visitare Sukhothai, l’antica capitale del XIII secolo per poi proseguire ancora più a nord nord verso Chiang Mai, la tranquilla e rilassata cittadina che con i suoi fantastici templi e la sua eccellente cucina offre il meglio della cultura thailandese. Dopo Chiang Mai mi sono diretto a Pai, un piccolo villaggio sperso tra le montagne e caratterizzato da un’atmosfera indiscutibilmente hippie. Per concludere il mio itinerario alla scoperta del nord del paese mi sono recato a Chiang Rai, altra meta ricca di un indiscutibile fascino paesaggistico e culturale. Dopo aver lasciato Chiang Rai ho attraversato il vicino confine per recarmi in Laos e mi sono imbarcato su una slow boat e ho navigato il Mekong per due giorni per giungere a Luang Prabang, città nominata patrimonio dell’Unesco e vero cuore della cultura laotiana. La seguente tappa è stata la vivace Vang Vieng e ho poi proseguito verso la capitale Vientiane. Da qua ho preso un volo per tornare in Thailandia e iniziare il mio viaggio verso le isole del sud. Sono giunto a Krabi e ho esplorato le sue fantastiche spiagge, ho poi fatto tappa a Koh Lanta ed in seguito ho raggiunto la minuscola e paradisiaca Koh Lipe, l’isola più a sud del paese praticamente al confine con la Malesia. Risalendo verso nord ho infine visitato brevemente Koh Phi Phi e Phuket prima di tornare a Bangkok.

 


Prima Parte: Centro-Nord Thailandia

 


 

 

BANGKOK

Bangkok landscape from Chao Phraya river
Bangkok landscape from Chao Phraya river

A Bangkok vuoi o non vuoi ci devi passare. La maggior parte dei voli intercontinentali atterrano in questo aeroporto che è la vera porta di accesso al sud est asiatico e, con più di 55 milioni di passeggeri l’anno, uno degli aeroporti più grandi al mondo.
Non avevo un particolare interesse nel visitare la città, devo essere sincero. Mi dava l’idea di una città immensa, inquinata e poco attrattiva però devo ammettere che mi sbagliavo e che per molti aspetti ho dovuto rivedere la mia idea. In totale ci ho trascorso 3 notti, una più del previsto, e devo dire che non ho avuto tempo di annoiarmi e la città si è rivelata essere più interessante di quello che mi immaginavo.

Cosa Vedere

La Old town, il quartiere che si trova a ridosso del fiume Chao Praya, ospita i principali templi oltre al palazzo reale ed è la parte con più punti di interesse.

Meritano una visita il Wat Pho tempio nel quale si trova il Buddah sdraiato, il Grand Palace e il War Arun, il tempio dell’alba sull’altra sponda del fiume, raggiungibile con il battello.

Wat Arun Bangkok
Wat Arun Bangkok

Altri due templi che meritano una visita sono il Wat Trai Mit e il Wat Yannawa. Sono un pò più fuori e decisamente meno popolari di quelli del centro. Li ho visitati perché ho ho avuto la fortuna di conoscere Sirilack, una signora Thai che ho incontrato casualmente per strada e che mi ha fatto da guida. Grazie a lei ho potuto esplorare zone meno turistiche e sono anche stato benedetto da un monaco, non male come primo giorno!

Wat Arun in Bangkok, Thailand
Wat Arun – Bangkok

La Chinatown con il caratteristico market è un’altra tappa che non può essere saltata. Lasciando la strade principali ci si ritrova in mezzo a un dedalo di bancarelle che vendono qualsiasi cosa, abbigliamento, elettronica, tele, oro e praticamente qualsiasi cosa che sia commestibile, dai nidi di rondine alle pinne di squalo. Colori, odori, draghi e lanterne, caos e urla. Merita una visita, sicuramente.

Chinatown - Bangkok, Thailand
Bangkok Chinatown

Il mercato galleggiante di Taling-Chan si trova non lontano dal centro e, pur non essendo  dei più caratteristici, permette di farsi un’idea di come potevano essere questi mercati. Quelli più tradizionali infatti si trovano un pò fuori Bangkok e richiedono più tempo per essere raggiunti. Per circa 100 Bath si può fare il tour in barca che dura circa 3 ore e prevede due fermate in altri mercati galleggianti della zona nei quali si può fare un ottimo pranzo e comprare frutta e verdura freschissima. La baby ananas che ho mangiato in questo mercato è la più buona che abbia mai provato.

Taling-Chan floating market- Bangkok
Taling-Chan floating market

Koh San Road è la famosa strip piena di bar, luci al neon, centri massaggi, ostelli a buon mercato e bancarelle che vendono un pò di tutto, dagli spiedini di scorpioni alle magliette della Chang beer. Divenne famosa grazie al movimento hippie degli anni 70 e oggi è la patria dei backpackers. Può piacere o non piacere ma sicuramente non lascia indifferenti. Personalmente non sono un grande fan di questo tipo di situazioni ma ero curioso di vedere con i miei occhi questa celebre strada e sicuramente vale la pena di farci un giro almeno una volta nella vita.

Koh San Road, Bangkok, Thailand
Koh San Road

Ho soggiornato al Vivit Hostel e devo dire che si è rivelata una ottima scelta: nuovo e pulito, comodissimo, vicino a tutte le principali attrazioni del centro ma fuori dalla confusione e con uno staff composto da ragazzi giovani che parlano un ottimo inglese e sono stati sempre disponibilissimi per aiuti o consigli. Non è tra i più economici (11 euro a notte) specialmente considerando i prezzi Thailandesi, ma è perfetto per chi cerca una sistemazione confortevole e tranquilla.

Vivit Hostel Bangkok
Vivit Hostel

Vista la posizione centrale del mio ostello mi muovevo quasi sempre a piedi o utilizzando l’economico battello che percorre il fiume Chao Phraya. Per gli spostamenti più lunghi consiglio di utilizzare Uber o Grab (il suo equivalente asiatico, spesso molto più economico) rispetto ai più cari e turistici Tuk Tuk. Un giro in Tuk Tuk però è d’obbligo quando si visita Bangkok ma attenti agli scam perché spesso i guidatori sono d’accordo con negozi della zona e nel tragitto trovano sempre una scusa per fermarsi in uno di questi dato che percepiscono una commissione sugli acquisti dei turisti.

Bangkok Chinatown at night
Bangkok Chinatown at night

 

 


 

 

SUKHOTHAI

Sukhotahi - Thailand
Sukhotahi – Thailand

Sukhothai è stata una delle tappe più belle del mio viaggio. Ho amato la sua aura mistica, la bellezza delle sue rovine e il verde delle campagne nella quale si trova. L’antica città di Sukhothai era l’antica capitale dell’impero Thai durante durante il XIII secolo. Le sue rovine sono state in parte ricostruite e hanno dato vita a un parco storico composto da 193 siti sparsi tra alberi, stagni e risaie che è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Giant Buddah in Sukhothai, Thailand
Giant Buddah in Sukhothai

Per raggiungerla ci sono bus ogni ora dalla stazione di Bangkok Chatuchak. Il viaggio dura circa 7 ore e costa sui 300 Bath.
Il parco storico è composto da 3 zone: la zona centrale, la parte nord e la parte ovest, ognuna della quali richiede un biglietto a parte (100 bath l’uno). La zona centrale è la parte principale e quella nella quale si trovano i templi e le rovine più spettacolari. La maggior parte dei turisti si ferma solo in questa zona ma vale la pena andare a vedere anche le altre aree e la zona rurale che si trova intorno al parco.

Sukhothai Historical Park - Thailand
Sunrise in Sukhothai

Per visitare al meglio Sukhothai mi sono svegliato prima dell’alba e sono giunto all’entrata quando ancora non c’era nessuno…letteralmente nessuno. Anche la biglietteria era ancora chiusa e il guardiano all’ingresso mi ha fatto entrare senza pagare il ticket di ingresso. Per più di un’ora e mezzo ho avuto la fortuna di godere del parco tutto per me e devo dire che è stata una sensazione magica: in completa solitudine con le prime luci dell’alba, in un’atmosfera di totale serenità. L’unico rumore erano gli uccelli che cantavano. Bellissimo! 

Vista la vastità dell’area prima di entrare ho noleggiato una bici al costo di 30 Bath al giorno. La bici, oltre a permettere di visitare molto più agevolmente il parco consente anche di esplorare le risaie che si trovano nei pressi del parco.


Per visitare Sukhothai si può scegliere di alloggiare nei pressi della old town o nella Nuova Sukhothai, distante circa 12km dal parco storico. Io ho optato per la seconda opzione e ho dormito per circa 250 Bath a notte al “If you want Hostel Sukhothai”, ostello carino e molto economico in centro.

 


 

 

CHIANG MAI

Letteralmente la “Città nuova”, è il secondo centro più grande della Thailandia dopo Bangkok ma non ha niente a che vedere con la capitale thailandese. Chiang Mai è una cittadina rilassata e accogliente che si lascia esplorare tranquillamente a piedi. E’ famosa per i suoi templi, per la sua ottima cucina e per essere la capitale culturale del paese. Passeggiando nel suo centro storico è bello perdersi nei suoi vicoli costeggiati da case tradizionali e visitare i suoi numerosi mercati. La zona intorno alla città è invece famosa per le sue rigogliose foreste che permettono di organizzare ottimi trekking.


Tutte queste caratteristiche hanno fatto si che mi innamorassi a prima vista di questa deliziosa cittadina del nord. Avevo in programma di stare solo due notti ma alla fine ho prolungato il mio soggiorno di altre due. Non sarei mai voluto venire via e sicuramente ci tornerò.
Per giungere a Chiang Mai da Sukhotai ho preso un bus: prezzo 200 Bath, tempo 5 ore e mezzo dichiarate ma diventano, come sempre, tranquillamente 6 e mezzo se non 7. Venendo da Bankgok, invece, si può prendere direttamente un volo oppure il nuovo e moderno treno notturno, ottima soluzione che permette di risparmiare tempo e denaro.

Per quanto riguarda l’alloggio, Chiang Mai offre un pò di tutto, dalle tipiche guest house a conduzione familiare e moderni e lussuosi hotel dotati di Spa e centro benessere. Io, come sempre, ho puntato su una sistemazione cheap e ho alloggiato a “Thank you Chinag Mai” una guest house in centro gestita da una coppia Italo-Thailandese, Sandro e Montha. La camera era grande e pulita, la colazione ottima e abbondante, preparata al momento, il tutto per 270 Bath a notte, il prezzo di un ostello. I proprietari inoltre mi hanno subito fatto sentire a casa e mi hanno aiutato moltissimo consigliandomi i migliori posti da visitare e ristorantini tipici dove mangiare.

Cosa vedere

L’antico centro di Ching Mai è compreso all’interno di un quadrato di 1,5 km di lato delimitato da un canale che gli gira intorno. All’interno di questa area ci sono decine e decine di templi dai più piccoli costruiti in legno a enormi e scintillanti edifici con torri d’oro e spettacolari sculture.

 

Quelli che mi sento di consigliare sono il Wat Chiang Man, il Wat Phra Singh Woramahawihan specialmente a sera perchè molto suggestivo quando è illuminato, molto belli anche il Wat Chedi Luang e Wat Phan Tao che si trovano a poche decine di metri l’uno dall’altro. Camminando incontrerete un tempio ogni 100 metri tanto che ad un certo punto quasi non ci farete nemmeno più caso.


Elephant Nature Park

Il nord della Thailandia è famoso per la presenza degli elefanti e molti turisti si recano in questa regione proprio per tale motivo. Tutti gli alberghi hanno numerosi depliant che pubblicizzano trekking nella giungla a dorso d’elefante o visite a centri nei quali questi animali vengono tenuti in una situazione di pseudo libertà e mostrati ai visitatori come se fossero allo zoo. Per la gente del posto questo tipo di turismo è un’importante forma di reddito ma ciò sta portando alla progressiva scomparsa di questi animali. Per fortuna ci sono persone e centri più seri che si occupano di salvare e proteggere la vita di questi fantastici bestioni.
Uno di questi è proprio l’Elephant Nature Park, un centro nato negli anni 90 che da oltre un ventennio si occupa del recupero e della riabilitazione degli elefanti che prima vivevano in cattività ed erano maltrattati o usati per spettacoli e trekking. Si può visitare il centro come volontari, aiutando il personale nella cura degli animali e supportando la loro attività con il denaro del biglietto della visita.
Io non ho visitato il centro principale ma un progetto più piccolo organizzato in un sperduto villaggio Karen nel mezzo della giungla.


Eravamo solamente in tre persone e durante il viaggio per raggiungere la riserva ci è stato mostrato un filmato veramente sconvolgente sulle condizioni di vita nelle quali vivono gli animali che vengono usati per scopi turistici e sull’assoluta brutalità con la quale gli addestratori piegano la volontà e la coscienza di questi animali per farli obbedire ai propri ordini.
Nel centro ci siamo occupati di aiutare i volontari a dar da mangiare ai tre elefanti presenti (due femmine di 40 e 25 anni e un piccolo maschio di 5 anni), abbiamo passeggiato nella giungla fianco a fianco, ci siamo immersi in una pozza per fargli un bagno di fango e poi siamo andati al fiume per lavarli. I volontari del villaggio Karen ci hanno inoltre preparato un ottimo pranzo con pietanze locali e per fare queste attività ci hanno fornito dei vestiti tipici. Essere immersi nella natura a così stretto contatto con questi enormi animali è stata veramente un’esperienza unica. Il costo della visita al parco, compreso il viaggio da e per il centro di Chiang Mai è stato di 2500 Bath, poco più di 60 euro.

Ex prisoners massage center

E’ impossibile viaggiare in Thailandia senza cedere alla tentazione di farsi fare un massaggio tradizionale thailandese. A Chiang Mai ci sono tantissimi centri con vari livelli di comfort e prezzi. Questo però ha una peculiarità: tutte le massaggiatrici che ci lavorano sono ex detenute. Il centro infatti impiega solo donne che hanno appena lasciato il carcere, aiutandole nel reinserimento nella società e permettendo loro di potersi mantenere. In un’ottica di viaggiare in maniera più responsabile e rispettosa mi è sembrata una buona idea provare. Un massaggio tradizionale di un’ora costa 200 Bath e devo dire che è stato uno dei migliori massaggi che ho fatto durante tutto il viaggio. Lo spazio è piuttosto piccolo e abbastanza spartano, ci sono una decina di materassini adagiati a terra uno di fianco all’altro e ci si ritrova a poca distanza dalle altre persone. Ogni eventuale problema di imbarazzo però scompare quando inizia il trattamento e si viene letteralmente assorbiti dal massaggio. Le piccole mani della massaggiatrice, infatti, sembrano letteralmente spremere fuori ogni accumulo di tensione da tutti i muscoli del proprio corpo e alla fine si esce molto più sciolti e leggeri.

Warorot Market

Il mercato è un punto di riferimento per gli abitanti della città ed è ancora quasi del tutto privo di turisti. Si trova nella zona cinese di Chiang Mai ed è un mercato storico frequentato dalla gente del posto per fare i propri acquisti sia di generi alimentari che di abbigliamento.
All’interno c’è anche una zona nella quale è possibile provare gastronomia locale gustando ottimi piatti cucinati sul momento a prezzi veramente economici.

 

 

Asian Cooking School

La cucina è una parte fondamentale della cultura Thai e il nord del paese è forse la regione con la maggior tradizione culinaria. Essendo un grande amante del cibo, ho deciso di approfittare di un giorno di pioggia ininterrotta e dilettarmi in un corso di cucina.

Ero un pò indeciso se farlo o meno perché pensavo fosse una cosa piuttosto turistica ma devo dire che alla fine è stato istruttivo e divertente. Questa scuola mi era stata consigliata da un’amica e il caso ha voluto che fosse proprio a pochi minuti a piedi dalla mia guesthouse. Non avevo scuse. Per 800 Bath, circa 20 euro, si può fare il corso di mezza giornata che prevede una visita al mercato, nel quale viene spiegato come scegliere gli ingredienti alla base dei piatti che verranno cucinati, la preparazione di alcuni piatti tradizionali e un libro con le tipiche ricette thai. E alla fine si mangia!
Abbiamo iniziato con un giro nell’orto della scuola per conoscere le varie spezie ed erbe che avremmo usato nella preparazione dei piatti. Dopodiché la nostra insegnante ci ha messo subito all’opera per preparare un antipasto tipico che racchiude tutti i sapori della cucina thai. All’interno di una foglia piegata a forma di cono si mettono ginger, cipolla, noccioline, cocco, peperoncino e salsa agrodolce, si chiude e si mangia in un solo morso. E’ un’esplosione di sapori in bocca.


In seguito abbiamo scelto i piatti che avremmo cucinato e ci siamo messi all’opera. Ognuno aveva la sua postazione per preparare gli ingredienti e il proprio fornello per cuocere le pietanze. Eravamo una decina di persone e l’insegnante spiegava la preparazione in un ottimo inglese. Abbiamo preparato il classico Pad Thai, varie paste di curry, involtini di verdure e una zuppa. E’ stato molto divertente imparare a cucinare questi piatti ma lo è stato ancora di più mangiarli.

 

Doi Suthep

La montagna che si erge nei pressi di Chiang Mai offre l’opportunità di uscire dalla città e ritrovarsi in pochi minuti immersi nella natura. Per la modica cifra di circa 200 bath al giorno si può affittare uno scooter ed esplorare la vasta area montana ricca di templi, villaggi e bellezze naturali.

Guidare lungo la strada tortuosa che sale sulle pendici della montagna è divertente e non crea particolari problemi anche a chi non è troppo pratico delle due ruote, dato che è in buone condizioni fino quasi alla sommità. L’ultimo tratto, e soprattutto la parte che arriva al villaggio Hmong, è invece in pessime condizioni e richiede un pò di dimestichezza perché occorre stare attenti e schivare le enormi buche.

Il Wat Phrathat Doi Suthep è il tempio più famoso e popolare della zona e la ragione per la quale quasi tutti si recano in questa zona. Si trova sulla sommità della montagna ed è una costruzione formata da vari edifici di oro scintillante. Per raggiungerlo si deve salire una lunga e ripida scalinata a forma di drago e una volta giunti sulla cima, oltre a visitare il tempio, si può godere di una spettacolare vista della vallata e della città di Chiang Mai. La cosa negativa è che, essendo il più turistico della zona, è sempre pieno di gente.

Per questo motivo ho apprezzato molto di più il più piccolo e nascosto tempio Wat Pha Lat che si trova lungo la strada tra la città e la sommità della montagna. Questo tempio è estremamente suggestivo e trasmette una sensazione di pace e serenità che non ho provato in nessun altro tempio che ho visitato. Si trova immerso nella vegetazione, adagiato al bordo di una cascata dalla cui sommità si può apprezzare una bellissima vista panoramica e godersi il lusso del silenzio. Dal tempio, inoltre, parte un sentiero che costeggiando il corso del fiume scende nel bosco e da l’opportunità di fare una piccola escursione.

Proseguendo si può visitare il villaggio Hmong, un gruppo etnico originario delle montagne del sud della Cina, che si trova non molto distante dal tempio. Il villaggio è stato costruito in una bellissima posizione che domina la vallata ma va detto che non è dei più tipici e autentici bensì piuttosto turistico e pieno di bancarelle che vendono prodotti pseudo tradizionali e souvenir a prezzi stracciati.

In ogni caso può essere una buona tappa intermedia per mangiare qualcosa e provare l’ottimo caffè della zona prima di mettersi in cammino e iniziare a percorrere i sentieri che conducono alla sommità della montagna il Doi Pui Peak a 1685 m di altezza.  

 

 


 

 

PAI

Pai è un piccolo villaggio dall’animo hippie e festaiolo nel nordovest del paese. Si trova in una regione piuttosto remota, al confine con il Myanmar e l’unico modo per raggiungerlo è con piccoli van da 9 posti che si possono prendere dalla stazione di Chiang Mai. Si pagano 150 Bath, si affrontano circa 100km di curve e in circa 3 ore e mezza di arriva in quello che negli anni 70 era uno dei principali centri di traffico d’oppio del paese e che ora vive sulla scia di questo passato. Anche se l’uso delle droghe è stato fortemente contrastato Pai è ancora un punto di riferimento per backpackers in cerca di divertimento. Sono stato indeciso fino all’ultimo se andare o no perché non era esattamente ciò che stavo cercando in questo viaggio ma alla fine, seguendo la curiosità e anche il consiglio di gente locale e altri viaggiatori, ho deciso di di trascorrerci un paio di giorni. La città in sé non è niente di speciale, c’è un piccolo centro pieno di negozi, bancarelle di cibo, locali e centri massaggi che la sera si anima e permette di tirare fino a mattina. Il bello di Pai però è la natura che ha intorno.


A Pai ho soggiornato al “Secret Garden”, una guest house gestita da una giovane ragazza cinese. Si trova leggermente fuori dal paese ed è costituita da una serie di piccoli bungalow disposti sulle sponde di un piccolo laghetto. Un’oasi bucolica di pace anche se la pulizia non era proprio il massimo.

Cosa vedere

Il modo migliore per visitare la regione di Pai è affittare un motorino. I prezzi variano dai 100 ai 200 Bath al giorno a seconda di quanto è nuovo il mezzo. Io ne ho affittato uno che sembrava non troppo scassato e mi sono messo in marcia per esplorare la zona.

Su di una collina pochi km a nord del paese è possibile visitare il Yun Lai Viewpoint, una terrazza panoramica che offre una piacevole vista della vallata dove si trova Pai.

Proseguendo il viaggio per le tranquille stradine che circondano Pai sono giunto al Bamboo Bridge, una passerella di bamboo lunga circa 800 m che si addentra nel nelle risaie. La camminata è molto piacevole e rilassante e se non si va nella stagione secca il verde dei campi di riso è veramente impressionante.

Prima di arrivare ho fatto una tappa alle Pam Bok waterfall non molto distante e mi sono fermato ogni tanto ad ammirare la bellezza dei paesaggi offerti da questa remota zona rurale.

Nella parte sud della vallata, prima di giungere a Pai troviamo invece il Memorial bridge, un ponte di metallo costruito durante la seconda guerra mondiale dall’esercito giapponese per attaccare la Birmania e, poco distante, il Pai Canyon, un impressionante canyon che offre viste spettacolari della zona di Pai.

Il Memorial bridge può essere percorso tranquillamente perché al suo fianco ne è stato costruito uno moderno in cemento e il vecchio ponte è stato reso pedonale.
La visita al canyon, invece, non è adatta a tutti e richiede un pò di spirito di avventura e un minimo di preparazione fisica visto che ci si ritrova a dover scalare brevi tratti, di solito sotto un sole cocente (come ho fatto io), prima di giungere alla cima e una volta arrivati ci si ritrova su una sottile lingua di terra con precipizi senza nessuna protezione da entrambi i lati. In quel momento ho capito il perché dei numerosi cartelli “Danger” che sono presenti lungo tutto il percorso dal parcheggio al canyon.

 

E’ piuttosto faticoso e pericoloso ma una volti arrivati in cima gli sforzi vengono ripagati dalla bellissima vista.

Merita una visita anche il Chedi Phra That Mae Yen un tempio con un gigantesco Buddah immacolato che si trova sula cima di una collina ad est di Pai.

 

 


 

 

CHIANG RAI

Chiang Rai è la principale città della provincia più settentrionale e multietnica della Thailandia ed è considerata la porta di ingresso del famoso triangolo d’oro. La città in sé non ha lo stesso fascino di Chiang Mai ma merita assolutamente una visita perché, per la sua posizione, offre innumerevoli opportunità di trekking ed escursioni nella giungla oltre alla possibilità di godere dell’ottima cucina del nord a prezzi molto economici. Per arrivare ci sono bus praticamente ogni ora da Chiang Mai.

Cosa fare

Visitare il Night Bazar e la Food Court che si trovano in centro, vicino alla stazione dei bus. Qui possiamo trovare un autentico mercato con bancarelle che vendono ottimo cibo locale e prodotti artigianali.

Il White Temple è indubbiamente l’attrattiva principale e l’immagine più famosa di Chiang Rai. Questo moderno tempio è completamente di colore bianco ed è ricoperto da una miriade di pezzetti di specchi che riflettono la luce del sole creando un effetto scintillante. Il tempio si trova a circa una decina di km dalla città e fu disegnato e costruito a partire dal 1998 dall’artista Chaloemchai Khositphiphat. L’ingresso al tempio costa 50 Bath per gli stranieri mentre è gratis per i Thai. Per raggiungerlo ci sono bus da Chiang Rai ma io, come al solito, ho affittato un motorino per essere più indipendente e per poter esplorare la zona in autonomia.

The White temple of Chiang Rai, Thailand
White temple Chiang Rai

Dopo la visita al tempio mi sono recato alla Khun Korn Waterfall, una bellissima cascata che si trova a circa 25 km da Chiang Rai. Per raggiungerla occorre percorre un sentiero nella giungla lungo circa 2km ma ben segnalato. Durante la stagione delle piogge la cascata scroscia impetuosa sulle rocce sottostanti e occorre stare a parecchi metri di distanza per non ritrovarsi completamente bagnati in pochi secondi. Durante il viaggio di andata mi sono ritrovato a camminare completamente solo nella giungla e se da un lato mi faceva piacere non avere gente intorno, dopo le mille persone che c’erano al White Temple, dall’altra mi incuteva anche un pò di timore: ero solo sperso in mezzo al niente senza copertura del telefono e senza che nessuno sapesse dove ero…in questi casi la mente vaga.

Dopo la visita alla cascata ci si può recare alla River Beach, una serie di piccoli bar e ristoranti lungo il fiume Mae Kok che offrono ottimo cibo tradizionale e prezzi contenuti. Il mio pranzo l’ha deciso la signora del ristorante perché il menù era solo in thai e lei non parlava inglese. Alla fine però mi è andata bene, riso con calamari e basilico thai, molto buono.

Merita una visita anche la Black House, un’opera tra il visionario e il surreale di Thawan Duchanee uno dei più famosi artisti Thailandesi.

Il complesso è composto da un grande giardino nel quale troviamo una serie di edifici tradizionali thailandesi e altri edifici moderni e futuristici all’interno dei quali si possono ammirare opere d’arte e installazioni piuttosto bizzarre, fatte quasi esclusivamente con ossa, corna e pelli di animali. Sicuramente un opera controversa che non piacerà a tutti.

Una delle principali ragioni per recarsi a Chiang Rai però è la possibilità di fare trekking ed esplorare le bellissime foreste della zona. Ogni ostello o guesthouse della città ha mille volantini delle varie compagnie che offrono attività ed escursioni che vanno dalle poche ore ai vari giorni.

Seguendo il consiglio del ragazzo dell’ostello ho prenotato con una compagnia gestita da ragazzi del posto, la Coconut tour, e devo dire che è andata alla grande. Il tour è stato veramente molto bello e per una volta anche abbastanza “avventuroso”: ci siamo ritrovati ad aprirci letteralmente la strada col macete in mezzo alla vegetazione, a risalire torrenti e ad arrampicarci su ripide pareti ricoperte di fango per aggirare un pericoloso nido di vespe giganti che si trovava sul nostro cammino. Dopo questa prima parte molto divertente ma anche stancante, visto il calore e l’umidità, siamo giunti al villaggio della tribù Lisu e abbiamo mangiato un pranzo cucinato all’interno del bamboo e provato anche i bamboo worms, piccole larve fritte.

Dopo pranzo abbiamo continuato il trekking per visitare le piantagioni di The, una bellissima cascata e alcuni villaggi tribali della tribù di montagna Akha e Lahu. La seconda parte è stata molto meno impegnativa e i paesaggi che abbiamo attraversato veramente stupendi.

L’unica piccola delusione è stata l’ultima tappa, il bagno nelle hot springs, le acque termali. Pensavo che fossero sorgenti naturali come quelle che avevo trovato in Costa Rica (ne parlo in questo post ) e invece era una specie di piscina nella quale le acque della sorgente che sgorgano ad 87° venivano miscelate con acqua fredda per rendere possibile bagnarsi e non solo cuocere le uova come faceva la maggior parte dei thai presenti.

CONTINUA  Seconda parte: Laos (COMING SOON)

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