Why Vagaboca

Perchè Vagaboca?

on the road - vagabondingLa prima parte del del nome deriva dalla parola inglese Vagabonding. Ho scoperto questo termine leggendo l’omonimo libro di Rolf Potts ed è stata una folgorazione. Da subito mi sono rivisto in questo concetto e nelle parole del libro ho trovato una forte affinità con quella che è la mia indole e le mie idee relative alla vita e al viaggio.

Il vagabonding essenzialmente può essere così definito:

(1) L’azione di lasciarsi alle spalle il mondo ordinato e viaggiare in modo indipendente per un lungo periodo di tempo.
(2) Un modo di viaggiare rilevante per ogni individuo che pone l’enfasi sulla creatività, l’avventura, la consapevolezza, la semplicità, la scoperta, l’indipendenza, il realismo, l’autonomia e la crescita spirituale.
(3) Una scelta consapevole di vita che rende possibile la libertà di viaggio.

Alla base di tutto ciò però c’è un concetto più semplice ma di estrema importanza, una considerazione apparentemente banale ma che banale non è:

Il tempo è l’unico bene del quale disponiamo.

Se ci soffermiamo un attimo a pensare a ragionarci sopra, queste semplici parole possono cambiare la prospettiva con la quale ci approcciamo alla nostra vita.

Siamo immersi nella logica del “lavora, produci, consuma” e portiamo avanti le nostre vite guadagnando denaro per compare cose che non ci servono; spendiamo la maggior parte della nostra esistenza lavorando ritagliandoci solo poche settimane all’anno per riposarci, recuperare le forze e guarire dallo stress del lavoro. Tuttò ciò è assurdo.

Ci ancoriamo «a una casa o a una carriera e usando il futuro come una specie di finto rituale che giustifica il presente, finendo così per sprecare – come aveva sostenuto Thoreau – “la parte migliore della nostra vita a fare soldi per poter godere di una dubbia libertà nella parte meno preziosa della vita stessa.”»

Il vagabonding ribalta questa prospettiva. Nella scelta di vita del vagabonding il lavoro è solo un mezzo che ci permette di guadagnare i soldi da destinare alla cosa che più si ama fare, ovvero viaggiare. Nella logica comune infatti la vacanza è il premio per il lavoro svolto mentre nel vagabonding il viaggio ne è la giustificazione.

Il vagaboning significa semplificare, rinunciare al superfluo, mettere il proprio lavoro al servizio dei propri interessi e della propria vita, non viceversa.

Io ho fatto mio questo concetto e sto cercando di applicare questa logica sempre più constantemente nella mia vita. Questo blog ne è il risultato.

Per quanto riguarda invece la seconda parte del nome c’è poco da spiegare, sono io. Mi chiamo Simone Boccaccio ma quando ero ragazzino il mio allenatore di calcio iniziò a chiamarmi Boca ed è diventato il mio soprannome. Da allora tutti mi chiamano così.
Oltre a viaggiare adoro la musica rock, fare fotografie e fare sport (surf, snowboard, corsa, nuoto, calcio and so on), amo la buona cucina e gli ottimi whisky.

Tirando le somme in questo blog troverete i racconti dei viaggi e delle esperienze frutto del “vagabonding secondo me”: Vaga-Boca per l’appunto.

That’s it.

Buona lettura!